Revenge Porn: una proposta regionale per combatterlo

Qualche settimana fa, la Terza commissione consiliare della Regione Umbria ha ufficialmente dato inizio all’istruttoria finalizzata all’approvazione della proposta di Legge del consigliere del PD Tommaso Bori.

Quest’ultima, in particolare, ambisce a disporre specifiche forme di tutela e protezione nei confronti delle vittime di revenge porn, oltreché strumenti ad hoc per prevenire il terribile reato.

Lo stesso consigliere ha così commentato la propria proposta: «La norma mira alla prevenzione del fenomeno, al sostegno delle persone vittime dei reati, alla diffusione della cultura del rispetto della dignità della persona e dei sentimenti relativi alla sfera dell’affettività e della sessualità».

Che cosa cambierebbe

Laddove approvata, la legge introdurrebbe importanti novità:

  • Interventi di vario genere, tra cui campagne di sensibilizzazione e di informazione, anche in collaborazione con il terzo settore;
  • Campagne informative ed azioni di sensibilizzazione dirette ai media per diffondere modelli positivi di relazioni intime fondate su una maggiore consapevolezza e sicurezza di sé e sul rispetto degli altri;
  • Specifiche formazioni degli operatori e delle operatrici dei servizi sociali e sanitari;
  • Attività di supporto psicologico, con Asl e centri anti violenza, a favore e a tutela delle vittime;
  • Progetti ed interventi nelle scuole, anche rivolti a docenti e famiglie, di educazione all’affettività e ai sentimenti; 

Cosa prevede il Codice Rosso

Questa legge si affiancherebbe a potenziamento di quella già attiva a livello nazionale, la famosa “Codice Rosso”. Entrato in vigore il 9 agosto del 2019, l“Codice Rosso”, oltre a garantire la celerità delle indagini svolte per i reati di maltrattamenti, violenza sessuale, stalking, lesioni e il relativo inasprimento delle pene, ha altresì istituito la nuova fattispecie di reato di cui all’art. 612 ter, concernente la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, più comunemente nota come  “revenge porn”. 

La norma intende punire la pornografia non consensuale, limitandosi tuttavia a circoscriverne pene ed aggravanti, senza prevedere alcun tipo di attività preposta alla tutela delle vittime ancorché correlata alla gravità del reato. Questa legge regionale, quindi, affiancherebbe alla condanna del reato anche strumenti per prevenire.

Se sei vittima di revenge porn, il diritto è dalla tua parte: puoi chiedere aiuto o un consiglio anche su Chi Odia Paga.

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