Revenge Porn, i dati allarmanti: un italiano su 10 conosce una vittima

Almeno un italiano su 10 conosce una vittima di Revenge Porn, ma la quota sale a 2 italiani su 10 nella fascia d’età 18-24 anni. Sono questi i dati allarmanti diffusi dall’Eurispes nel suo rapporto 2020.

Per revenge porn si intende la diffusione di immagini private a sfondo sessuale, un’attività che spesso di configura come una vendetta tra ex. Secondo l’analisi dell’Eurispes, la maggior parte di questi atti viene compiuta da persone che hanno o hanno avuto un legame affettivo con la vittima. Va detto però, che in altri casi, la definizione di vendetta è ormai riduttiva: in molti episodi l’unico scopo della diffusione può essere il semplice ricatto, o la diffamazione di una persona. Per questo, spesso, è più opportuno parlare di pornografia non consensuale.

Anche in considerazione della scarsità dei dati disponibili in Italia rispetto a ad un fenomeno così recente, l’Eurispes ha voluto tentare di tracciare i contorni quantitativi del revenge porn. Il 12,7% degli italiani intervistati conosce qualcuno che è stato/a vittima di revenge porn. Più spesso a riferire di conoscere vittime di revenge porn sono i giovanissimi under 25 (18-24enni) con il 21% delle indicazioni.

Ad essere maggiormente a conoscenza di questo fenomeno sembrerebbero le donne: tra queste ultime infatti la percentuale di chi riferisce una conoscenza indiretta del fenomeno è superiore di 5,5 punti rispetto al dato maschile (il 15,4% contro il 9,9%). Osservando invece i risultati per area geografica, tra tutti spicca il dato del Nord-Est dove quasi un cittadino su quattro (23,1%) afferma di conoscere persone che hanno visto condivise online o via cellulare le proprie immagini o video intimi.

Avvalendosi ancora una volta dell’esperienza indiretta di quegli intervistati che hanno denunciato la presenza del fenomeno, è stato chiesto se vi sia stato anche un ricatto nei confronti della vittima. Ne è emerso che nella metà dei casi sono state messe in atto anche formule ricattatorie (47,9%); accanto a questo dato va segnalato un quarto del campione che non sa se vi sia stato un qualche tipo di ricatto (26,1%).

Come difendersi? A tutela di queste vittime c’è legge n. 69/2019, che ha introdotto all’articolo 612 ter, una fattispecie ad hoc volta a sanzionare le condotte di cosiddetto revenge porn o, più in generale, di pornografia non consensuale. Se sei vittima di revenge porn puoi registrare le prove, con una legalizzazione, far rimuovere i contenuti pubblici, con il take down, inviare una diffida e procedere legalmente. Da sempre Chi Odia Paga è specializzata in questo tipo di reati, ed è al fianco delle vittime: se hai subito questo fenomeno contattaci, e forniremo immediatamente la nostra consulenza online.

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