Revenge porn: 25 mila euro di risarcimento danni alla vittima 

Il Tribunale di Ravenna ha ritenuto colpevole di revenge porn un uomo che aveva diffuso tramite Whatsapp le foto dell’ex compagna durante un esplicito rapporto sessuale

Per il giudice, infatti, la condotta del reo ha costituito un trattamento illecito dei dati personali dell’ex fidanzata, non avendo alcuna rilevanza la circostanza per la quale quest’ultima fosse stata consenziente allo scatto durante il rapporto intimo. 

Non a caso, Il Tribunale ha evidenziato che il rilievo penale del comportamento dell’imputato si doveva alla diffusione non autorizzata delle immagini della donna durante un rapporto sessuale esplicito, causando inevitabilmente il di lei biasimo da parte di amici e conoscenti. 

Di conseguenza, il giudice ha condannato l’uomo a risarcire la vittima di 25.000 mila euro per tutti i danni arrecati, oltre al pagamento integrale delle spese processuali.

Secondo quanto sancito dall’art. 612 ter del codice penale, infatti, “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5.000 a 15.000 euro.

La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento.”

In presenza di ipotesi particolari, poi, la pena è aumentata se la diffusione illecita di immagini o di video sessualmente espliciti viene commessa dal coniuge, anche separato o divorziato, o da qualcuno che è o sia stato legato da relazione affettiva alla persona offesa.

La pena è inasprita anche nel caso in cui i fatti vengano commessi attraverso strumenti informatici o telematici, come ad esempio tramite social network, internet e smartphone, oltreché se la vittima sia una persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o una donna in stato di gravidanza.

Denunciare è il primo passo per fermare questo tipo di violenza.

COP può aiutarti a difenderti secondo diverse modalità:

  1. Puoi inviare una diffida alla tua controparte, ossia un avvertimento formale con cui gli viene intimato di cessare la condotta lesiva;
  2. Puoi effettuare una legalizzazione dei contenuti intimi diffusi online, così da cristallizzare la prova della condotta illecita in modo permanente inconfutabile, poichè un singolo screenshot non basta;
  3. Puoi usufruire del servizio di assistenza tecnico-legale al fine di ottenere un adeguato risarcimento per i danni subìti.

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