Questa è la donna più odiata di tutta la Germania

Annalena Baerbock al momento è la donna di cui si parla e si scrive di più in tutta la Germania. Le ragioni? Molteplici e non tutte positive.

Annalena Baerbock è una figura di spicco della politica tedesca anche se solo fino a pochi anni fa era una parlamentare del partito dei Verdi lontana dai riflettori. Oggi, invece, è la candidata cancelliera del partito per le elezioni che si terranno il prossimo settembre, con buone probabilità di diventare la prossima Angela Merkel di Germania.

Non sorprenderà nessuno, quindi, la notizia che essere una donna in politica porti a diventare – anche in Germania – un incredibile bersaglio di odio online.

Dal momento della sua nomina a candidata cancelliera, avvenuta lo scorso 19 aprile, su internet si è scatenata una valanga d’odio misogino, fake news, minacce e insulti di ogni genere: dai commenti negativi sull’aspetto fisico, banali e privi di fantasia, a vere e proprie storie al limite dell’assurdo. Circolano, infatti, delle foto di nudo che sembrano ritrarla ma ovviamente non si tratta davvero di lei, il soggetto delle foto sarebbe una pornostar russa.

La veridicità dell’odio messo in circolazione non sembra essere proprio la priorità per gli haters di Annalena Baerbock: si pensi solo che una delle fake news più diffuse sul suo conto riguarda una sua proposta di legge che vieterebbe gli animali domestici nelle case di tutti i tedeschi.

Ciò che stupisce di più non è tanto il contenuto dell’odio online quanto la velocità con il quale si è diffuso. È probabile, inoltre, che questa non sia che la punta dell’iceberg e che le cose non faranno che peggiorare in vista delle elezioni di settembre. “L’odio contro le donne online è significativamente più forte e ha una qualità diversa dall’odio e dalla disinformazione nei confronti degli uomini bianchi eterosessuali. Il contenuto falso diffuso sulle donne è spesso più sessualizzato. E lo spettro è ampio, a partire dai commenti sull’aspetto di qualcuno, sul suo genere, sulla sua sessualità, fino alle minacce di abusi sessuali. Quello che si sta sviluppando è un odio specifico di genere. Questo tipo di odio cerca di screditare e mettere a tacere il bersaglio.” ha affermato Josephine Ballon, responsabile di HateAid, realtà tedesca che lavora supportando e offrendo consulenza alle vittime di odio online.

Chi ha interesse affinché Annalena Bearbock venga messa a tacere? Chi sono i principali autori dell’odio online che la colpiscono? Al momento sono stati individuati due diversi gruppi dai quali provengono i messaggi d’odio: da un lato l’estrema destra tedesca e dall’altro utenti pro-Russia con il dente avvelenato dopo alcune dichiarazioni di Baerbock molto critiche verso il governo di Mosca.

La dinamica cui stiamo assistendo non è di certo nuova: secondo uno studio uscito sul quotidiano Der Spiegel il 69% delle donne del Parlamento tedesco sono state vittime di attacchi misogini. Il 36% di loro non sono state attaccate solamente online, ma hanno anche subito aggressioni fisiche, nella loro residenza oppure sul posto di lavoro.

Eppure la Germania dovrebbe essere il paese d’Europa più all’avanguardia sul tema dell’odio online! Infatti, nel 2018, è stata il primo paese al mondo ad adottare una specifica normativa per contrastare l’hate speech.

Lo scopo della legge è obbligare i principali social network, soprattutto Facebook e Twitter, escludendo le reti professionali e Whatsapp, a rispettare rigide regole in materia di rimozione di contenuti di diffamazione, incitamento all’odio e minacce.

La legge non è stata esente da critiche, specialmente per quanto riguarda l’ampio margine di discrezione lasciato alle piattaforme nel decidere quali contenuti segnalare e quali no e da parte di chi lamenta la limitazione della libertà d’espressione.

Nonostante le critiche, la legge è stata utilizzata come modello anche in altri paesi e l’Italia è stata uno di questi. La proposta di legge presentata il 10 marzo 2021 e promossa dalla deputata Laura Boldrini dal titolo “prevenzione e contrasto delle manifestazioni d’odio mediante la rete internet” presenta molti punti di contatto con la cugina tedesca, specialmente per quanto riguarda il focus sulla responsabilità delle piattaforme digitali nel contrastare i contenuti d’odio.

Per saperne di più, abbiamo scritto un post apposito che puoi trovare a questo link.

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