“La prima volta che mi hanno chiamato froc*o”

Ci troviamo in un periodo in cui spesso l’opinione pubblica italiana si è divisa nei confronti del rispetto verso la comunità LGBTQ+, sia in relazione all’approvazione della legge Zan, sia in seguito al discusso monologo dei comici Pio e Amedeo al programma televisivo Felicissima Sera, durante i quali avevano invitato i membri della comunità LGBTQ+ a “ridere in faccia a coloro che li chiamano ricchioni, perchè la cattiveria non risiede nella lingua e nel mondo ma nel cervello: è l’intenzione”.

In seguito alla ridicolizzazione dello stigma e della sofferenza provata dalle persone appartenenti ad una delle categorie in assoluto più discriminate, Aldo Mastellone ha deciso di non rimanere in silenzio, compiendo un gesto di aiuto concreto nei confronti della comunità LGBTQ+. Il giovanissimo influencer, conosciuto su Instagram come @solodallamente, in seguito allo show di Pio e Amedeo ha pubblicato una story chiedendo agli utenti di raccontargli la prima volta in cui sono stati chiamati “fr**i”.

Il post ha dato il via ad uno straordinario effetto valanga per il quale «Già pochi minuti dopo la storia su Instagram ho ricevuto decine di messaggi pubblici e in privato di persone che mi raccontavano le loro storie, molto spesso specificando di non averne parlato prima con nessuno, nemmeno in famiglia. In ognuna c’era una potenza di vissuto che messa assieme diventava dolore collettivo: ho pensato che tutto questo portato di vissuto, in positivo e in negativo, non andava sprecato» ha raccontato Mastellone a FQMagazine durante un’intervista.

In pochi giorni sono state raccolte più di duecento testimonianze, tra le quali moltissime storie emotivamente di grande impatto, racconti agghiaccianti, svolte inaspettatamente positive, sorrisi, lacrime e voglia di rinascita; ci sono storie di ragazzi rifiutati dalla famiglia in seguito al proprio coming out, storie di genitori spaventati per l’incolumità dei propri figli i quali potrebbero essere vittime di bullismo e la storia di un ragazzo eterosessuale la cui vita è cambiata totalmente dopo il coming out del fratello, che gli fece notare di essere stato spesso omofobo con lui.

La particolarità di questa storia risiede nel fatto che ad esporsi sono state persone estranee alla politica e all’associazionismo LGBTQ+, provenienti “dal basso”, che hanno raccontato senza filtri la vita reale delle persone lesbiche, gay e transgender.

Il libro, fisico e digitale, ora sarà realizzato tramite un crowdfunding, con un obiettivo già superato di 2.500 euro, una pubblicazione resa ancor più preziosa dal progetto fotografico del fotografo Alan Pasotti.

I fondi ricavati dalle vendite saranno devoluti a Gay Center, un’importante associazione gestisce un numero verde e una app di supporto alle persone LGBTQ+ offrendo gratuitamente supporto psicologico, legale e sanitario; proprio in questi giorni, tra l’altro, Gaycenter sta raccogliendo fondi per la sua casa rifugio per giovani discriminati, un presidio fondamentale sul territorio. Partecipare al crowdfunding è un modo utile di fare davvero la differenza nel mese del Pride, acquistando qualcosa che non si limiti a portare i colori rainbow, ma ad aiutare davvero le associazioni che ci lavorano in prima linea. Per saperne di più, cliccate qui.

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