Hate Speech: arriva la proposta di legge firmata Boldrini. Cosa cambia, in 5 punti

Questa settimana è stata ufficialmente depositata una proposta di legge molto discussa e attesa, promossa dalla deputata Laura Boldrini. Si tratta di una legge che prova a contrastare il fenomeno dell’hate speech, ovvero dell’odio online, di cui la stessa deputata è stata più volte vittima.

Sebbene negli ultimi anni la rete internet si sia dimostrata uno strumento di fondamentale importanza in termini di conoscenza, informazione e comunicazione tra le persone, allo stesso tempo si è rivelata anche un’arma per rivolgere impunemente insulti e offese, anche molto gravi.

Di conseguenza, come espressamente sottolineato dalla stessa Boldrini, l’odio digitale deve essere prevenuto e contrastato come l’odio “offline”. Questa legge, quindi, non configura propriamente un nuovo reato, ma prova a creare strumenti che obblighino i gestori delle piattaforme a prendersi maggiori responsabilità nel fermare episodi di odio online.

Ma cosa cambierebbe con questa legge? Proviamo a chiarirlo in 5 punti.

  1. Modificando gli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, verrebbe esteso il reato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa anche a motivazioni legate al sesso, al genere, all’orientamento sessuale, all’identità di genere e alla disabilità.
  2. I gestori delle piattaforme digitali di condivisione sarebbero soggetti a questi nuovi obblighi:
  3. Mettere a disposizione degli utenti una procedura efficace che consenta di segnalare contenuti manifestamente illeciti;
  4. In caso di segnalazione, sottoporla entro 12 ore all’attenzione della Polizia Postale e di un apposito organismo di autoregolamentazione (composto da 4 esperti), affinché si esprima; contro il parere di quest’ultimo, sarebbe ammesso il ricorso al Garante della privacy; contro la decisione del Garante, invece, sarebbe possibile ricorrere al giudice ordinario;
  5. In caso di accertamento di manifesta illiceità del contenuto segnalato, sarà necessario rimuoverlo o bloccarlo entro 24 ore, impedendone la successiva pubblicazione o condivisione; Il contenuto illecito dovrà essere conservato per 180 giorni, a fini probatori;
  6. L’organismo di autoregolamentazione dovrà presentare un dettagliato rapporto semestrale sulla sua attività, che dovrà essere pubblicamente accessibile sul sito stesso della piattaforma.
  7. Nel caso in cui i gestori violassero gli obblighi citati, verrebbero sanzionati dal Garante della Privacy, a seconda della gravità; le sanzioni possono variare tra i 500mila e i 5 milioni di euro.
  8. A tutti gli utenti, compresi i minorenni, sarebbe garantito il diritto all’oscuramento, alla rimozione o al blocco della diffusione dei propri dati o immagini personali online, a prescindere dal loro potenziale contenuto offensivo; a tal fine, basterebbe presentare al titolare del trattamento dei dati o al gestore un’apposita istanza oppure, in assenza di risposta dopo 24 ore, una segnalazione al Garante della privacy, che provvederebbe entro le successive 48 ore;
  9. Quanto riscosso dalle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate sarebbe investito per realizzare specifici programmi di educazione digitale all’interno delle scuole di ogni ordine e grado; questi progetti sarebbero finalizzati ad istruire i giovani sui pericoli e sui potenziali effetti dannosi derivanti dalle manifestazioni di odio online di tipo discriminatorio e violento, oltre che a promuovere un utilizzo consapevole e responsabile delle piattaforme digitali.

Nonostante l’ambiziosa proposta, la legge contro l’hate speech, per entrare in vigore, dovrà ancora attendere l’approvazione definitiva da parte della Camera e del Senato, oltre che la successiva promulgazione ad opera del Presidente della Repubblica e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. La legge, su dichiarazione dei 36 firmatari, è chiaramente ispirata a una esistente legge tedesca.

Nel frattempo, se pensi di aver subìto offese online, denunciare è sempre la cosa giusta da fare. Difendere i propri diritti è fondamentale per costruire una società improntata sulla serena convivenza e sul reciproco rispetto. Perchè è vero: l’odio è forte, ma il diritto lo è di più. Se ritieni di essere vittima di odio online, visita il sito www.chiodiapaga.it.

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