Dopo il vaccino, insulti antisemiti contro Liliana Segre

“Rompe il **** per l’olocausto e poi per questo genocidio fa da portabandiera”. Questo è solo uno, e non il più grave, dei commenti apparsi sotto a questa foto della Senatrice Liliana Segre, che la ritrae mentre viene sottoposta al vaccino contro il COVID19. La senatrice è sopravvissuta al genocidio di Auschwitz, eppure non è esente anche questa volta dall’ondata di odio sul web.

I fatti risalgono a ieri sera: Liliana Segre è stata sottoposta al vaccino perché novantenne, e Regione Lombardia l’ha voluta come testimonial per la campagna vaccinale. Lei si è prodigata come sempre, e il governatore Fontana ha condiviso la sua foto. Nei commenti si è scatenato l’inferno, tra negazionismo, persone che negano l’utilità del vaccino e chi ritiene che un anziano non meriti queste cure, per riservarle alla popolazione più “forte e sana”. Tutti commenti che riecheggiano un passato che forse credevamo superato.

“Non ho avuto male né durante, né dopo ‘iniezione. Quello che mi ha profondamente segnato di questa pandemia è purtroppo dovuto a cose che avevo già visto“, ha affermato Liliana Segre dopo essersi sottoposta al vaccino, “Questo è un nemico invisibile e io ho conosciuto anche nemici visibili. Non ho mai visto, dopo questi fatti tragici, dovuti sia a nemici visibili che invisibili, che l’uomo sia migliorato. Ho visto a suo tempo sciacallaggio, prepotenze, che il debole veniva sopraffatto dai più forti e qualche volta ho rivisto questo anche in tempo di pandemia. La speranza questa volta, però è data da un corpo sanitario che si è dimostrato eroico e non è sempre facile essere eroici in tempi di pandemia. Queste persone sono quegli eroi che si distinguono, per lo più ignoti. Sono molto importanti, loro sono l’uomo che fa la scelta”.

Ovviamente da tutti i partiti è arrivato un coro di sostegno alla senatrice, contro questa ennesima ondata d’odio. È bene ricordare, forse, che la legge italiana indica come aggravante dei delitti di propaganda razzista la negazione e la minimizzazione in modo grave o apologia della Shoah e dei crimini di genocidio. Oltre che essere poco etico, quindi, pubblicare commenti di stampo antisemita è molto rischioso dal punto di vista legale, e punibile.

Nel frattempo, rimane valido e forte l’appello di Liliana Segre a vaccinarsi: “Da nonna invito i miei fratelli e sorelle a vaccinarsi come ho fatto io, per sconfiggere questo nemico invisibile contro cui abbiamo questa unica arma”

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