Cyber flashing: l’esibizionismo 2.0

Sei in metropolitana e all’improvviso il telefono ti chiede se vuoi accettare un’immagine da un profilo sconosciuto. Accetti e quello che ricevi, all’improvviso, è una foto che ritrae genitali maschili. Questo nuovo tipo di molestia sessuale è sempre più diffuso e, tecnicamente, si chiama cyber flashing. Solo nel 2020, nel Regno Unito, più del 40% delle donne tra i 25 e i 35 anni si è dichiarata vittima di un episodio di cyber flashing. Gli autori di questa pratica, che rappresenta una vera e propria aggressione, cercano persone nei dintorni utilizzando il Bluetooth o AirDrop, per poi inviare immagini non richieste. A rendere inquietante l’abuso è il fatto che la vittima sa che il molestatore è un soggetto anonimo che si trova nelle immediate vicinanze.

Il fenomeno è così diffuso, in Gran Bretagna, che un responsabile del partito conservatore ha già proposto di renderlo un vero e proprio reato. Al momento tale legge non è stata configurata, anche se in Scozia è stata introdotta una norma che riguarda le persone che costringono chiunque a guardare immagini sessuali senza consenso. Anche negli Stati Uniti, già nel 2017, il 53% delle donne tra i 18 e i 29 anni ha affermato di aver subito fatti di questo genere. In Italia, allo stesso modo, il fenomeno si sta facendo tanto più diffuso quanto sgradevole. Le vittime spesso si trovano sui mezzi di trasporto, o in sale d’attesa, ma ci sono stati anche casi di cyber flashing nelle scuole.

Come è possibile difendersi dal cyber flashing? Se avete un telefono Android, disabilitate da Bluetooth la ricezione da contatti non riconosciuti. Su iPhone, invece, aprite l’app Impostazioni, toccate la voce “Generali”, poi “AirDrop” e selezionate la “Ricezione non attiva” o “Solo contatti”, che consente cioè di ricevere immagini e video solo da persone che abbiamo in rubrica.

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