Autista di un bus insulta due ragazze omosessuali: scatta il risarcimento danni

La vicenda

Ravenna, autunno del 2019; l’autista di un autobus si arresta ad una delle fermate di stop, e con la voce grossa si affaccia per rivolgersi a due giovani fidanzate che si abbracciavano e si tenevano per mano: “Vi brucerei”.

Lo spiacevole episodio si ripete di nuovo dopo qualche settimana, e le due ragazze decidono di denunciarlo.

L’esposto alla compagnia privata e l’inchiesta

In particolare, una di loro ha deciso di rivolgersi direttamente a Start Romagna, l’azienda privata di trasporti presso cui lavorava l’uomo, la quale, in seguito allo svolgimento di alcune indagini interne, ha accertato che il soggetto segnalato corrispondeva effettivamente a uno dei suoi dipendenti.

Dopo essere stato querelato dalle giovani, il cinquantaseienne ha recuperato il contatto di una delle due per convincerla a ritirare la denuncia.

La ragazza ha rifiutato, e l’autista si è visto recapitare un avviso di garanzia nel quale veniva informato di essere indagato per il reato di minaccia (art. 612 del codice penale).

L’esito del giudizio e il risarcimento

Una delle due ragazze, essendosi costituita parte civile, ha deciso di accettare la proposta di risarcimento avanzata dall’uomo per una somma pari a 700 euro, provvedendo così a ritirare la querela.

Di conseguenza, il giudice di pace presso cui era stato instaurato il procedimento penale ha prosciolto l’uomo dall’accusa di minaccia. 

L’assenza di una legge ad hoc per il contrasto all’omofobia

E’ importante sottolineare che l’accusa di minaccia semplice è stata mossa contro l’autista perchè valutata come fattispecie incriminatrice maggiormente vicina ai fatti accaduti, vista la mancanza di una normativa più specificamente dedicata alla lotta ad ogni tipo di condotta omofoba.

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